COSE CHE NON SO VENDERE #2

COSE CHE NON SO VENDERE #2 (e che invece - forse - meriterebbero un MEGAFONO)

📌Inizio Settembre 2025 — quaderni, corpi e nuove connessioni

 

Settembre profuma di quaderni nuovi.

E io li uso eccome: ci scrivo intuizioni, appunti per le lezioni, schizzi di scene, frasi arrivate all’improvviso.

Lo faccio ancora a mano, con carta e penna, perché il cervello ha bisogno di questo: stimolare la neurogenesi, far nascere nuove connessioni, gemmare pensieri come dendriti.

 

Accanto ai quaderni, però, ci sono i corpi.

Corpi che cadono e si rialzano, che danzano, che imparano a dire la verità con e senza parole.

E ogni anno mi ritrovo con la stessa domanda: come mai, qui, c’è ancora chi pensa che lo spazio artistico sia solo una “palessssstra”? (detta così, con la “s” strascicata che sa di  dialetto e di piccolo paese).

 

No. Non è palestra.

È ricerca. È pedagogia. È relazione.

È il fiume unico che scorre tra arte, neuroscienze, danza e teatro.

 

E mentre il mondo riparte con l’agenda piena di buoni propositi, io riparto da qui: dal corpo, dalla voce, dallo spazio che diventa scena e comunità.

Tre notizie, tre fili intrecciati, tre aperture: eccole.

 

  • I corsi: Contact, Floorwork e Teatro Danza

 

C’è un dettaglio che non tutti sanno: sono stata io, quasi dieci anni fa, a portare la Contact Improvisation nel sud delle Marche.

All’epoca le sale si riempivano di curiosi, affascinati da questa danza fatta di ascolto, cadute, improvvisi voli. Poi, come accade spesso, la novità ha fatto da traino e in poco tempo è sembrato che tutti fossero diventati esperti di Contact.

 

Oggi il mio compito non è rincorrere le mode, ma custodire le radici. Radici che non sono ferme, ma continuano a generare nuova linfa. E così quest’anno ripartiamo con un percorso di Floorwork e Contact Improvisation, che avrà anche un gemellaggio attivo con gruppi di Ancona e Fano: questo significa che i miei allievi potranno incontrare altre insegnanti, condividere sabati pieni di danza, costruire legami, coltivare quella socialità autentica che nasce solo dal corpo che ascolta e si lascia attraversare.

 

📅 Lezione di prova: 1 ottobre, dalle 20 alle 22

👉 Prenotazione obbligatoria: https://forms.gle/7VD4CDHifMxbn4az5 

🌱 In parallelo riparte anche il corso di Teatro Danza (📅 lezione di prova: 6 ottobre).

Quest’anno ho scelto di dedicarlo a chi porta con sé passione autentica, curiosità ardente, desiderio di andare in profondità.

Perché questo percorso intreccia corpo, voce e ricerca: richiede dedizione, e restituisce bellezza.

Non è un corso per tutti: è un viaggio per chi riconosce il valore di farsi attraversare dall’arte.

 

Lavoreremo in profondità sulle emozioni, per scandagliare la verità del gesto e della voce, seguendo la mia personale ricerca sulla “poetica dell’essenziale” e sulla regia dello spazio — un concetto che trova affinità con le visioni filosofiche di Erin Manning e Brian Massumi, e che potete scoprire meglio qui > https://www.eartes.it/compagnia/visione/

Perché lo spazio, nel mio approccio, non è mai sfondo: è drammaturgia, è partner, è voce invisibile che guida le relazioni.

 

📎 Per chi vuole esplorare la varietà dei miei atelier: info qui > https://www.eartes.it/espace-art-essentiel-il-cuore-che-trasforma/atelier/

 

La mia pedagogia nasce così: come riverbero della mia ricerca artistica.

Non considero l’insegnamento un “ramo secondario” rispetto alla regia o alla scena: è lo stesso albero che fiorisce in modi diversi. Ciò che indago sul palco diventa strumento nelle mani e nei corpi dei miei allievi; ciò che osservo in sala, torna nei miei spettacoli, arricchito dalla vita.

Un circolo generativo. Un dono che passa attraverso me, ma non si ferma a me.

 

 

  • Marche Storie a Campofilone

 

Ad ottobre firmo la direzione artistica di Marche Storie – Campofilone, con EARTES che segue la parte tecnica e organizzativa.

Il progetto si chiama P.A.S.S.I. — Poesia, Arte, Storia, Senso, Identità: un titolo che non è un acronimo casuale, ma un invito. Passi che lasciano traccia, passi che uniscono comunità, passi che restituiscono gratitudine.

 

Per questa edizione ho seguito un criterio semplice e potentissimo: la gioia.

Ho scelto artisti che, alla mia proposta, hanno risposto con entusiasmo, con un sorriso, con un “grazie” sincero.

È da lì che nasce il futuro: dall’incontro con chi riconosce valore, lo nutre e lo moltiplica.

Con chi porta energia, leggerezza, possibilità.

È con loro che costruisco questa edizione: un intreccio di Poesia, Arte, Storia, Senso e Identità che vibra già nel presente.

 

📅 Segnatevi queste date: 18 e 19 ottobre, a Campofilone.

 

Per l’occasione, insieme a Giorgio, stiamo preparando un’installazione speciale: uno specchio poetico interattivo, che regala poesie a chi vi si specchia.

Un’idea che mi è nata studiando le geometrie dell’orto abaziale e le linee architettoniche che lo attraversano: ogni dettaglio di questa creazione è pensato per dialogare con un punto preciso di quello spazio.

Giorgio vi racconterà presto, nella rubrica “L’ingegnere della scena”, le questioni tecniche di questo esperimento. Io posso solo dirvi che, per me, è un modo per trasformare la contemplazione in relazione: un invito a guardarsi e, nello stesso tempo, a ricevere poesia.

 

 

  • POWER – Progetto europeo con la Croce Rossa Francese

 

A settembre prende il via POWER, un progetto europeo ambizioso - sul quale avevo già dato qualche accenno-  guidato dalla Croce Rossa Francese, con EARTES in veste di cuore pedagogico dell’iniziativa.

 

Siamo partner in un consorzio che dimostra visione e sostanza:

-Croce Rossa Italiana, per garantire una connessione diretta con le reti locali e il radicamento sociale;

-Fondazione SUSA (Belgio), con la sua esperienza nel supporto alle persone con autismo e disabilità intellettive, e nella co-progettazione di servizi educativi integrati ;

-Pour la Solidarité (Belgio), think & do tank europeo che progetta e coordina azioni concrete per rafforzare coesione, inclusione e pari opportunità in tutta l’UE .

 

POWER vuole trasformare l’inclusione da concetto astratto a pratica quotidiana.

Non si tratta solo di adattare strumenti o spazi materiali — anche se lo faremo — ma di preparare le organizzazioni ad accogliere con competenza e attenzione persone neuro-divergenti o con disabilità.

Il risultato non è “fare carità”, ma costruire comunità resilienti, consapevoli, capaci di tessere accoglienza e reciprocità. La prima riunione europea tra tutti i partner è fissata per il 12 settembre, e l’energia è alta: stiamo mettendo insieme strumenti, riflessioni, percorsi formativi e materiali concreti per generare un cambiamento culturale in nome della dignità, della cura, della trasformazione.


 

Insomma, si ricomincia con un anno che promette slanci, incontri e qualche sorpresa poetica.

Io ci metto il mio e tutta quella maledetta voglia di scavare nel profondo senza mai perdere la leggerezza.

Tu portati un pizzico di coraggio e quella curiosità che fa brillare gli occhi.

Il resto… lo facciamo insieme.

E fidati: tornerai a casa più ricco di quando sei arrivato.

 

AVVISO AI NAVIGANTI

Chi sale a bordo di questi percorsi deve saperlo: potrebbero verificarsi effetti collaterali come sorrisi spontanei, incontri che accendono, abbracci imprevisti, desiderio di ballare fuori orario e quella sensazione potente di avere finalmente il vento in poppa. 

 


“Cose che non so vendere”  è il mio modo di restare umana nel mondo degli slogan. Non ha un funnel, non ha un piano editoriale. Ma ha cuore, carne e qualche verità taciuta troppo a lungo.

Come…

la verità che si muove tra le dita quando danzo,

la dignità di chi cerca ancora bellezza dove l’urgenza urla.

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